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Lunedì 25 Aprile 2011 22:56

Che nessuno tocchi l' icona Bianca Balti

Scritto da Francesco Greco
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ROMA - Giù le mani da Bianca Balti, please. Anzi, giù le grinfie della politica (o dell'anti-politica, fa uguale). E chiamiamo le cose col loro nome signora Alessandra Mussolini. Bianca non è una "velina" qualunque, una naufraga dell'ultim'ora, una morta di fama a caccia di presenzialismo, come lei sprezzante l'ha definita, di quelle che zompettano sulla scrivania a "Striscia".    Bianca non è una provinciale alla Raffaella Fico o Melita Toniolo o Francesco Cipriani o altre devote del silicone. E' un'icona mondiale del glamour, di stile, bellezza, fascino, eleganza, per prima quella interiore, la meno praticata sotto i meridiani e i paralleli italiettani. Fino all'altro ieri ha vissuto a New York, dove ha fatto la modella sprovincializzando un sacco la Bella Italia amate sponde...

   E perciò, signora Mussolini, esca da Strapaese e resetti l'hanimus straprovincia: si dia una calmata, metta un po' di bromuro nel caffellatte la mattina e abbassi i toni, come ogni mattina invita a fare il presidente-galantuomo, Giorgio Napolitano: non stiamo mica in un salotto tv di quelli che lei adora, né al mercato del pesce di Fuorigrotta, e neanche sul lungomare di S. Maria di Leuca, a Finibus Terrae, in Puglia, dove vacanzeggia col consorte Mauro Floriani e la famigliola.

   Bianca (Lodi, 19 marzo 1984), una splendida bimba, Matilda, nata nella primavera del 2007 dal matrimonio col fotografo Christian Lucidi (naufragato nell'inverno del 2010), oltreoceano è amatissima. E' colta e lieve, dotata di un raro senso dell'umorismo, e anche bellissima, la pelle vellutata, bianchissima, e gli occhi azzurro fiordaliso o se si preferisce blu di Prussia. I suoi siti, ufficiali o non, sono visitatissimi. E' come la Marianna in Francia: la Femme National noi che siamo stati capaci di "esiliare" Monica Bellucci a Parigi e perciò condannati a occuparci del broncio della Marini che non riesce a restare incinta e della Clerici tradita da un ragazzo viziato, che aveva abituato a champagne e Ferrari.

   Novella Monna Lisa, si atteggia a musa di Leonardo (non il tecnico dell'Inter...), spolvera col piumino old '500 e  lancia messaggi al ragazzo che rompe i vetri nello spot Tim: "Ha offeso tutti gli italiani, spero che la Tim la licenzi e riprenda Belèn", chiosa la parlamentare. Più lealista del Re, forse si è offesa lei, in quanto agli italiani non lo sono di sicuro. E poi, da quando in qua i casting li fanno i politici? "Se non sapete fare i calzolai – diceva il divino Totò – andate a fare i farmacisti".

   Forse la Balti ha fatto l'errore di tornare: nemo propheta in patria mormoravano nella Roma imperiale, fra i Fori e la suburra. L'On. Mussolini, degna di tanto Nonno, chiede alla Tim di richiamare in spe (servizio permanente effettivo) Belèn Rodriguez (paparazzata a Parigi, zona Eurodisney, con Fabrizio Corona e il di lui figlioletto di 3 anni, mentre Nina Moric si scaccia le zanzare di dosso sull'Isola). Non solo attacca una libera opinione espressa da Bianca, peraltro un po' banale, ma esprime anche giudizi estetici sullo spot dicendo che è brutto. E non è vero.

   Cosa ha fatto di così sconvolgente madame Balti? Ha mostrato di non essere solo bella, uscendo dall'archetipo dell'oca giuliva senza cervello con un'opinione politica coraggiosa, fuori dai canoni usuali, che sono quelli del dire senza dire, la reticenza è il format più usato, anche nello spettacolo. Ma il nuovo che avanza, fra Rottamatori di qua e Grandi Comunicatori di là, è anche nel linguaggio non più criptico, impossibile da decodificare, del politichese, che fa pendant al burocratese e al sindacalese, lingue morte retaggio del peggior passato, della celebre "nuttata" di Eduardo.

   E poi, cara On., proprio lei incita al licenziamento della dea dalla Tim? Lei, nipote di Sofia Loren, che è stata, in gioventù (come si vede su numerosi siti), anche attrice di film-spazzatura, che nessuno ricorda, di quelli che per la vergogna i critici recensivano firmando "vice", e che parla sempre sopra le righe, ovunque si trovi: in Parlamento, dalla sora Barbara D'Urso o da Sposini, "appiccicandosi" (litigando) con tutti, non certo come si insegna nei college di Cambridge?

   E perciò, che nessuno tocchi Bianca Balti, che continui a porgere gli arnesi a messer Leonardo (Neri Marcorè), a spolverare lo studio, a civettare con lo spasimante sulla piazzetta del borgo fiorentino: questa ragazza, bellissima anche, soprattutto dentro, è tutti noi. 

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