Ho impegnato queste ultime settimane pre-elezioni in chiacchere… Chiacchere in ogni dove, in ogni luogo e in ogni lago per farmi un’idea non tanto sul che cosa la gente andasse a votare, ma sul perché lo facesse. Il risultato? Il voto CONTRO.
Ho ascoltato tassisti, studenti, nonnette alla fermata del tram, pendolari di prima e seconda classe, baristi, cinici cinematografari, avvocati, giovani militanti di ogni partito, forze dell’ordine, un paracadutista, blogger, musicisti, operai, capitani d’industria e molti altri ancora… Sì, ho le capacità o la chioma bionda per far parlare chiunque e chiunque alla fatidica domanda: “per chi voti?” mi ha risposto: “tutti purchè contro quello, tutti purchè contro questo”. Che triste. Nessuno aveva la minima idea di che cosa fosse un programma, nessuno conosceva le proposte dei candidati, nessuno sosteneva un nome, ma a tutti stava sulle palle qualcuno e il voto di conseguenza andava contro lo scomodo interessato.Ci hanno visto lungo i quotidiani Libero e Il Fatto dedicando le rispettive prime pagine al “voto contro di loro” e al “voto contro di lui”, pronostico eccellente, ma possiamo considerarci soddisfatti di un simile risultato? La sconfitta di uno vale più della vittoria dell’altro, un po’ come per i tifosi romanisti che preferiscono veder agonizzare la Lazio in B, piuttosto che vincere lo scudetto; così è diventata la politica, una questione di squadre, con la semplice differenza che l’italiano medio torna dal weekend per andare allo stadio, ma non per andare alle urne. Annoiati, disincantati, confusi, rassegnati e boriosamente ignoranti; il popolo dello stivale si fida più delle improbabili percentuali del Superenalotto che delle parole di un politico o del prossimo e anche se per una volta sembra che di losco sotto non ci sia nulla- e le vicende non riportano sporchi complotti e tutto viene fatto alla luce del sole- piuttosto che crederci si manda avanti il lato più ambiguo dell’immaginazione e il pregiudizio rimpinzandoci la bocca di leggende metropolitane e pettegolezzi, così, tanto per, per non regalare meriti, anche a chi in fondo in fondo un po’ di merito ce l’ha. Certo, è più comodo non affidarsi a nessuno, ma questa purtroppo sembra sia la regola. Non votiamo proprio, ma se proprio dobbiamo farlo, facciamolo contro. Ne sa qualcosa la testa del povero Veltroni, che sventolando la bandiera del non votiamo contro, ma per, ancora rotola.
I vecchi sono vecchi, i giovani saranno lì perché un vecchio li ha messi, gli uomini sono maschilisti e le donne avranno fatto favori agli uomini. Tutti contro tutti. Nessuna sana differenza tra il bene e il male, tra il lercio ed il pulito, tra la gavetta e i paracadutati dall’alto. Io stessa sono molto perplessa, ma da inguaribile amante dell’essere umano e convinta sostenitrice della presenza di un po’ di DNA del dimenticato zio Abele in ognuno di noi, continuo sulla strada della buona fede e del “non potrà piovere per sempre”…Positiva?! Molto positiva…forse troppo positiva!"






























