comunque imparare a condurre uno stile di vita meno sedentario è sicuramente la chiave del successo per raggiungere un benessere psico-fisco adeguato.
Ogni festa propone una vasta scelta dei prodotti dolciari e come nell’occasione della Pasqua ci troviamo di fronte alla scelta della classica colomba Pasquale oppure alla grande varietà di cioccolatini a forma di ovetti oppure ancora la scelta dell’uovo di Pasqua.
In tutto questo è sempre preferibile consumare il dolce lontano dai pasti principali quindi meglio durante gli spuntini ed ovviamente se si è a dieta oppure si segue uno schema dietoterapico per patologia è bene sempre limitarsi, consumare i dolci con buon senso e chiedere parare ad un Esperto.
C’è però una buona notizia, il cioccolato fondente è sicuramente migliore perché possiede proprietà nutrizionali positive di tipo preventivo, anche nei confronti di alcune patologie, come la malattia cardiovascolare.
L’origine del cioccolato è antichissima, la storia sulle sue origine, sulle sue caratteristiche ma anche i vari impieghi che esso trovava un tempo sono veramente tantissime.
Negli anni successivi si è arrivati ad apprezzare il cioccolato ed oggi è sicuramente il dolce più consumato e venduto al mondo,anche perché possiamo trovarlo sotto forma di bevande calde, cioccolatini, cioccolatini al liquore, al caffè, ecc.
L’apprezzamento di questo alimento non è soltanto da un punto di vista del gusto e del piacere, ma anche dal punto di vista nutrizionale e preventivo.
Che il cioccolato fosse un amico del cuore era noto da tempo, ma finora i suoi effetti benefici non erano mai stati dimostrati con studi condotti direttamente su esseri umani. Recenti scoperte e attenti studi hanno osservato che in chi consuma cioccolato, la funzione dell'endotelio migliorava per un certo periodo di tempo.
Un problema nelle pareti interne delle arterie è considerato infatti un fattore di rischio per il cuore, al pari del fumo, eccesso di lipidi ed ipertensione ed apre la strada alla cosiddetta aterogenesi, ossia al fenomeno che precede la formazione delle placche che restringono le arterie, fino a ostruirle.
Uno studio del 2003, promosso dell'Istituto Nazionale Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran) di Roma, sostiene che il cioccolato fa bene al cuore.
I risultati hanno rivelato che il fondente aumenta del 20% le concentrazioni di antiossidanti nel sangue, mentre quello al latte non ha alcun effetti.
Secondo i ricercatori il latte farebbe diminuire gli effetti positivi e cardioprotettivi in quanto cattura le epicatechine, flavonoidi presenti nel cacao che possiedono un elevato potere antiossidante.
Secondo altri ricercatori, il cioccolato fondente può ritardare l'indurimento delle arterie in coloro che fumano, limitando il rischio di malattie cardiache anche gravi. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista "Heart".
Invece, in uno studio tedesco pubblicato dalla rivista dell'associazione americana dei medici, si sostiene che il cioccolato fondente avrebbe anche la capacità di ridurre la pressione del sangue, in particolare quella sistolica, per effetto dei polifenoli della cioccolata fondente, antiossidanti che sono alla base degli stessi effetti positivi sul cuore che ha il vino rosso, di cui il cioccolato conterrebbe una maggiore quantità.
Anche studi successivi nel 2005 confermano tale teoria e quindi possiamo senz’altro dire che il cioccolato fondente è amico del cuore, perché se preso in piccole quantità aiuta a mantenere in buona salute le arterie con un effetto benefico sulle loro pareti interne (endotelio).
Vari studi quindi, confermano che il segreto del cioccolato fondente è nei flavonoidi, sostanze contenute anche nel vino rosso e nel tè verde e che agiscono come antiossidanti.
Aiutano cioè a combattere lo stress ossidativo, uno dei principali alleati di numerosi fattori di rischio per il cuore.
Quanto cioccolato si debba consumare per aiutare i vasi sanguigni non è ancora noto, però possiamo comunque dire che mangiare un pezzettino di cioccolato fondente ogni tanto fa bene.
Vi consiglio di scegliere cioccolato fondente amaro.
N.B Questo articolo è stato realizzato da fonti bibliografiche scientifiche da me scelte e successivamente è stato fatto un riassunto breve.
Dott.ssa Simona Dongiovanni, DIETISTA spec.in scienze della nutrizione
Blog http://salutenutrizione.wordpress.com






























